Via Cordusio (ceduto nel 2016)
descrizione scheda analitica

Piazza Cordusio rappresenta il cuore pulsante di Milano, quasi una metonimia del capoluogo lombardo. E’ una piazza in cui puoi respirare la “milanesità”, così centrale, così orientata al business, fervente di quel viavai di signore in perenne fretta e uomini d’affari presi dai propri inderogabili impegni, il vivace e frenetico ritmo così “tipico” per la Madonnina. Una caratteristica altrettanto forte di Piazza Cordusio – non molti lo sanno – è la sua “italianità”: nelle intenzioni del suo autore, Francesco Bellorini, è un perfetto campione di rinnovamento urbanistico. L’immobile di Via Cordusio 2 incarna il trend architettonico che guarda al neo-rinascimento come cifra ispiratrice di uno stile finalmente “italiano”. Costruito a inizi del 1900 e ristrutturato nel 2010, è entrato a far parte del portafoglio di Sorgente Group un anno fa, a dicembre 2010, quando il fondo Donatello Comparto David lo ha acquistato dal Gruppo Fondiaria SAI.

L’edificio si trova nel centro storico di Milano, sul percorso pedonale che attraverso Via Dante collega il Duomo al Castello Sforzesco, e si affaccia su Piazza Cordusio, occupando l’intero isolato tra questa, via Cordusio, via Dante, via Casati e via Santa Maria Segreta.

Piazza Cordusio è uno dei luoghi più significativi dell'attività commerciale e finanziaria della città. L'attuale assetto della piazza è l'esempio più eloquente della trasformazione urbana della Milano di fine '800 e si deve al Piano Beruto (redatto tra il 1884 e il 1886, e approvato nel 1889), il primo piano regolatore di Milano. Il Piano prevedeva il completamento della riorganizzazione delle zone centrali comprese tra piazza della Scala, Piazza del Duomo e il Castello Sforzesco, nonché l’apertura tra il 1886 e il 1892 di via Dante.

Il Cordusio è il centro di Milano fin dai tempi antichi. Alboino, re dei Longobardi dal 560 al 572, fece edificare proprio qui la Curia Ducis, dove si svolgeva tutta la vita politica e amministrativa; più tardi Berengario, re d’Italia a cavallo tra il IX e i X secolo, istituì in quest’area il Tribunale. Fino alla fine del XIX secolo il Cordusio si presentava come uno slargo all'incrocio di due antiche strade: Bocchetto e Broletto, rispettivamente Contrada delle Galline (mercato dei polli) e Contrada dei Fustagnari (tessitura e vendita di tessuti).

L'antica vocazione commerciale di questo luogo si è quindi confermata ed accresciuta con lo sviluppo del Piano Beruto e la costruzione degli edifici che ancora oggi determinano questa piazza ellittica, al centro della quale si trova il monumento a Giuseppe Parini, realizzato nel 1899 dallo scultore Luigi Secchi su disegno di Luca Beltrami. Gli edifici che vi sorgono (il Palazzo delle Assicurazioni Generali; il Palazzo della Borsa dei Valori, ora succursale della Posta Centrale; il Palazzo del Credito Italiano; il Palazzo Biandrà) sono tutti di pregio e conferiscono nobiltà e decoro alla piazza.

L'edificio costituisce parte della quinta di piazza Cordusio lungo l’esposizione sud-occidentale della stessa ed è un tipico esempio stilistico dell'architettura milanese a cavallo del 1900. La planimetria ricalca la forma pentagonale irregolare del lotto, con un lato concavo in corrispondenza dell’ellisse di piazza Cordusio ed è articolata attorno ad un cortile centrale. I quattro vani scala si trovano in corrispondenza degli angoli interni del cortile. Il palazzo è dotato di due accessi pedonali, da via Cordusio e da via Casati, e un accesso carrabile da via S. Maria Segreta.

La destinazione d'uso è prevalentemente terziaria e l'edificio si sviluppa su sei piani fuori terra, oltre a un piano interrato che ospita i magazzini delle unità commerciali situate al piano terreno. I livelli compresi tra il primo e il quinto piano sono destinati a uffici, mentre al sesto piano si trovano tre abitazioni, due affacciate sul cortile interno ed una su via Casati. Gli impianti tecnologici (climatizzazione, riscaldamento, elettrico e rete dati) si trovano in copertura su strutture metalliche sovrapposte alle falde del tetto.

La struttura è mista, parte in c.a. e parte in muratura portante, con solai in latero-cemento. L'utilizzo del calcestruzzo armato fa dell'edificio un palazzo innovativo rispetto ai canoni costruttivi dell'epoca. Il rivestimento delle facciate è realizzato prevalentemente con materiale lapideo, con parti ad intonaco. Di particolare pregio è poi la pavimentazione alla veneziana degli ingressi, giocata sulla bicromia della semina.

Il palazzo è opera di Francesco Bellorini, ingegnere varesino dell'entorurage di Luca Beltrami, senza dubbio la figura di maggior spicco del dibattito architettonico milanese della fine dell'800 e autore, fra l'altro, di due degli edifici che affacciano su piazza Cordusio: il Palazzo delle Assicurazioni (1897-1901) e il Palazzo Biandrà (1900-1902).

In questo edificio infatti, e in particolare nei collaudati modelli compositivi e nel linguaggio intriso di motivi neo-cinquecenteschi, non è difficile rintracciare evidenti assonanze con lo stile di Beltrami e più in generale a quella tendenza verso una misura e una sobrietà di ispirazione rinascimentale, tipica dell'architettura del tardo Ottocento e del primo Novecento. Sono gli anni in cui, di fronte alle mutate condizioni economiche e alla nascita di una nuova classe imprenditoriale, si cerca uno stile nazionale, una sorta di koinè, disegnando edifici capaci di determinare fiducia nel pubblico attraverso le loro cadenze solenni, l'esaltazione dei materiali, le volumetrie severe. Ed è proprio l'eclettismo neo-rinascimentale lo stile che ha maggiormente contribuito a costruire l'imprinting del cittadino, il suo corredo spontaneo di immagini architettoniche, frutto del guardarsi attorno, anche distrattamente, durante i percorsi quotidiani.

L’affaccio principale è quello esposto verso la piazza e presenta caratteri omogenei con quelli degli altri edifici che ne costituiscono l'invaso. Il basamento, caratterizzato dal deciso bugnato del paramento lapideo, comprende il piano terra e il primo piano ed è concluso da una balaustra che corre senza soluzione di continuità attorno all'intero palazzo. Lo slancio verticale delle luci del piano commerciale, più alto degli altri, è accentuato delle finestre del primo piano che, poste immediatamente al di sopra dell'architrave, appaiono come un sopraluce. La parte nobile della facciata abbraccia i tre piani superiori: il secondo e il terzo sono compresi tra la citata balaustra continua e la fascia marcapiano corrispondente al solaio del quarto piano, punteggiata da balconi. Il quinto piano presenta delle bifore rettangolari inserite tra la modanatura del marcapiano e l'aggetto del cornicione, al di sopra del quale, con un leggero ritiro rispetto al filo di facciata, si eleva il sesto ed ultimo piano.

Il palazzo presenta dunque caratteri tipici dell'architettura neo-rinascimentale, con particolare riferimento al Cinquecento soprattutto nell'attenta progressione tra i vari piani e nell'eleganza degli inserti ornamentali in rilievo. Le finestre a edicola del secondo piano, le bugne angolari, le mensole che sorreggono i balconi e il cornicione, le lesene e le semicolonne che inquadrano le finestre completano il repertorio eclettico della facciata.

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