Soho, Greene Street
descrizione scheda analitica

Fondo Donatello - Comparto Michelangelo Due

32-34 Greene Street - New York

Superficie lorda: mq 2.560
Piani: 5 piani fuori terra e 1 interrato
Anno di costruzione: 1873
Autori: J. F. Duckworth, Charles Wright
Anno di acquisizione: 2007
Destinazione d'uso: residenziale - commerciale

Nel 2007 sono stati acquistati due palazzi contigui a Greene Street, New York, situati nell'area di Manhattan conosciuta come "SoHo", interessata, negli ultimi anni, da un processo di profondo cambiamento che l'ha portata ad essere identificata come una delle zone residenziali più richieste, perchè elegante e alla moda. L'acquisto della proprietà da parte del Fondo Michelangelo è stato perfezionato attraverso la Michelangelo Real Estate Corporation con la società di scopo Soho Green Street LLC. Per l'edificio è stato ideato un articolato progetto di valorizzazione, sviluppato attraverso un piano di Condo Conversion e frazionamento in sette residenze di lusso e un'attività commerciale.

Il vero e proprio restauro dell'edificio è stato condotto tenendo presenti la qualità dei materiali e lo stile italiano. L'ingresso dell'immobile offre un servizio di portineria video 24 ore su 24, ed è realizzato in travertino con una pavimentazione a "sanpietrini" che fa riferimento alle piazze romane. L'area residenziale di 32-34 Greene Street è costituita da 7 appartamenti ed un attico che si estende su entrambi gli edifici.

Ampie finestre, porte a vetro, parquet e pareti mattonate arricchiscono gli ambienti open space di ogni unità. I mobili Schiffini, azienda leader sin dal 1950, contribuiscono a creare un prodotto di qualità superiore e di stile italiano. Ogni loft è costituito da un'entrata privata con ascensore di esclusiva pertinenza, con abilitazione a chiave. Ognuno è composto da due stanze da letto, uno studio, due bagni completi, un impianto di condizionamento a ciclo estivo ed invernale Mitsubishi HVAC a zona, un locale lavanderia, soffitti alti 3/4 metri, parquet di quercia a listelli larghi, porzioni di muratura a faccia vista del XIX secolo restaurate e infissi esterni in mogano. Le cucine a vista Schiffini sono arricchite da mobili bianchi laccati, con l'isola, i piani di lavoro ed i rivestimenti in marmo Calacatta. Gli elettrodomestici di alta gamma, di produzione Miele, comprendono un forno a convezione, uno a vapore, fornelli, cassetti scaldavivande, lavastoviglie, frigorifero da 36 pollici e frigo cantina per il vino. I lussuosi bagni primari sono forniti di un doppio lavandino, una doccia sauna doppia con ante in vetro, rivestimenti murari in travertino, toilets e bidets separati e vasca in ghisa bordata in travertino. I bagni secondari hanno un lavandino, una vasca in ghisa bordata in travertino ed una doccia.

L'intervento di restauro dei due edifici di Greene Street ha previsto, tra l'altro, l'eliminazione delle scale antincendio esterne ed il ripristino delle facciate alla condizione originaria. Il rinvenimento in fase di cantiere di piccole tracce delle vernici dell'epoca - bianco avorio sulle superfici e verde chiaro sugli infissi - ha permesso anche il recupero filologico dei colori originali. Si tratta di due edifici contigui sulla east side di Greene Street a SoHo, Lower Manhattan, un'area che consolida pienamente il suo carattere industriale e commerciale negli anni Settanta del XIX secolo. La maggioranza di edifici con facciate interamente in cast-iron (ghisa) è datata proprio in questa decade. L'edificio al civico 32, disegnato da J. F. Duckworth, ha la facciata suddivisa in tre campate con grandi finestre ad arco ribassato, ad eccezione di quelle al quinto piano con arco a tutto sesto. L'asse di simmetria è enfatizzato dal leggero avanzamento della campata centrale rispetto al filo di facciata e dal coronamento ad arco del cornicione, decisamente sporgente e riccamente decorato. Sulle colonne spiccano capitelli di efficace risultato plastico, versione minimalista di un ordine corinzio da cui è stata eliminata la decorazione in foglie di acanto. La facciata al civico 34, progettato da Charles Wright, è articolata in quattro campate con grandi finestre rettangolari dagli angoli superiori appena arrotondati. Il cornicione, anche qui molto pronunciato e finemente lavorato, presenta al centro un timpano triangolare.

Le colonne mostrano sobrie cerchiature alla base e ad un quarto del fusto, con una sorta di capitello sulla sommità, mentre i pilastri al piano terreno sono decorati con semplici cornici lineari e anello. Sono quindi due edifici distinti ma assai simili (stessa altezza, uguale numero di piani, perfetta coincidenza delle quote di solaio), costruiti contemporaneamente in soli cinque mesi da due architetti tra i più attivi nella SoHo del periodo. Nel 1872 Duckworth realizza altri cinque edifici sulla stessa strada, mentre Wright è autore dell'edificio al 90 di Maiden Lane. Dietro le facciate in cast-iron, la struttura portante dei due edifici è assolutamente convenzionale, con muri di spina in mattoni, solai in legno. I fronti posteriori sono sostanzialmente identici, in muratura di mattoni a vista con semplici finestre rettangolari, mentre in entrambe le facciate su Greene Street, colonne semicilindriche e prive di entasi, capitelli stilizzati, bugnati, sono gli elementi di un lessico architettonico semplificato per ragioni produttive ma evocativo della classicità, messo al servizio di una committenza imprenditoriale in rapido sviluppo. L'uso della ghisa in architettura, innovazione americana introdotta per la prima volta in una facciata da James Bogardus nel 1848, offriva diversi vantaggi: costi ridotti rispetto a materiali come la pietra o il mattone; produzione industriale di elementi architettonici "a catalogo"; facilità di trasporto; semplicità di sostituzione dei pezzi danneggiati. E soprattutto velocità di costruzione: un cast-iron building poteva, infatti, essere realizzato con semplici operazioni di montaggio a secco di pezzi prefabbricati, preventivamente presentati a terra in fonderia, verificati e numerati. Motivi architettonici del Rinascimento italiano, ma filtrati dall'esperienza Beaux-Art secondo il gusto francese del Secondo Impero, venivano spesso impiegati nelle facciate in cast-iron, verniciate con tinte neutre come il beige per simulare la pietra. Negli anni '60 e '70 del secolo scorso si è modificata la destinazione d'uso originaria dei cast-iron building di SoHo, in cui le attività industriali e manifatturiere hanno gradualmente lasciato il posto a studi per artisti nei loft ai piani superiori e gallerie ai piani terra.

Nel 1973 la Landmark Preservation Commission di New York ha istituito il SoHo Cast-Iron Historic District, tutelando così il patrimonio architettonico di tutti i 26 blocks compresi tra Houston Street, Crosby Street, Canal Street e West Broadway.

[download]

[greene-street]

SORGENTE GROUP

Sede Legale e Operativa: Via del Tritone nº 132 - 00187 ROMA
Codice REA: RM 1214318 – C.F./P.IVA 10166741008
Capitale Sociale i.v.: Euro 7.500.000 – Mezzi Propri: Euro 14.478.000
Importo complessivo autorizzato dei fondi (al 30 giugno 2016): Euro 3.183.199.075

© SORGENTE GROUP