Uno dei temi centrali che animano il dibattito architettonico in Italia negli anni '50 è quello del rapporto tra architettura nuova e centri storici: si discute se il moderno abbia diritto di cittadinanza nelle zone antiche e quali principi i nuovi interventi debbano seguire. I risultati più convincenti di questa stagione sono quelli che, anzichè indulgere a consolatori mimetismi, si misurano con le preesistenze ambientali senza rinunciare ad esprimere la propria contemporaneità. Ed è questo il caso della Rinascente, l'unica opera realizzata a Roma da Franco Albini e considerata il miglior esempio di inserimento di un edificio contemporaneo nel tessuto storico di questa città.

Il luogo è un'area compresa tra piazza Fiume, via Salaria e via Aniene, caratterizzata dalla presenza delle mura aureliane e da un tessuto edilizio residenziale tardo-ottocentesco.

Il programma funzionale fissato dalla famiglia Borletti, proprietaria de "La Rinascente", era quello di un qualunque grande magazzino: un volume di dieci piani, con depositi negli interrati, uffici all'attico e area vendita nei piani intermedi, il più possibile privi di ingombri per garantire la massima flessibilità, illuminati e areati artificialmente e in modo costante.
Milanese di formazione e figura di spicco della cultura architettonica italiana tra gli anni Trenta e i Sessanta, in quest'opera Albini interpreta in chiave moderna alcuni motivi tradizionali dell'architettura romana, come il forte chiaroscuro e l'articolazione plastica delle facciate cinquecentesche e barocche. Oltre ad istituire garbate assonanze con gli elementi storici dell'immediato contesto, l'opera sembra infatti reinventare la memoria del palazzo romano: nell'aggetto del cornicione in acciaio che conclude enfaticamente la facciata e sembra dialogare a distanza con il michelangiolesco cornicione di palazzo Farnese, nel colore della parete esterna in pannelli di graniglia di granito e marmo rosso che ripropone i toni cromatici dell'intonaco romano a base di pozzolana, o ancora nella spettacolare scala interna elicoidale a pianta ellittica in struttura metallica e gradini in marmo Rosso di Verona che suona come un esplicito omaggio alle forme berniniane e borrominiane.
La Rinascente è un blocco chiuso su pianta rettangolare, sospeso sul piano terra completamente vetrato, con sei grandi finestre solo sul fronte verso la piazza, riunite al centro a simulare un'enorme monofora, moderno rosone della facciata.
Il linguaggio architettonico è interamente affidato al raffinato rapporto tra la struttura in acciaio brunito, esibita all'esterno come un esoscheletro, e l'involucro che racchiude come un carapace il volume compatto dell'edificio. La struttura è scomposta didascalicamente nei suoi elementi primari, montati su piani diversi come in una trabeazione arcaica, in maniera da conservare ciascuno la propria riconoscibilità, secondo un criterio di ispirazione neoplastica. Le travi secondarie poggiano sulla trave di bordo, che a sua volta è appoggiata su di un piccolo pulvino, aggettando sul filo dei pilastri.
Il suo valore di modanatura è accentuato dal gioco delle scossaline, delle architravi, dei canali per l'illuminazione, dei canali di gronda, delle rotaie per il carrello di pulizia della facciata. Tutti questi elementi marcano l'edificio in senso orizzontale, proiettandosi sul piano di facciata increspato da una lunga serie di ondulazioni costituite da una corrugazione dei pannelli di facciata che contengono i pluviali e i condotti del condizionamento d'aria e dell'impianto antincendio.

Dato che le macchine degli impianti sono collocate sotto la copertura, i corrugamenti diminuiscono man mano che si scende verso il basso: quando un condotto viene piegato verso l'interno per servire un piano non prosegue sulla parete del piano inferiore, dove il corrugamento che lo alloggiava è soppresso.
Citata come un modello da Reyner Banham nel suo celebre saggio The Architecture of the Well-Tempered Environment del 1969, la Rinascente di Albini e Helg si è conquistata grande credito nella critica architettonica internazionale.

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