Il Grande Albergo delle Nazioni
descrizione scheda analitica

Nel 1932 Calza Bini delinea il progetto del Grande Albergo delle Nazioni e, in continuità con esso, progetta il complesso residenziale di edifici per l’INA Casa: le due architetture saranno inaugurate nel 1935, in concomitanza con la VII edizione dell’annuale Fiera del Levante. L’Albergo Nazionale sviluppa un fronte curvo, modulato dalle linee fluenti dei balconi metallici e cadenzato dai tagli profondi delle porte-finestre: l’ingresso, sintetico e monumentale, è sottolineato da una pensilina a raggera, che proietta una linea d’ombra sul lustro basamento curvo della facciata. Il volume semicilindrico è serrato da due corpi laterali, elegantemente ritagliati da finestre angolari e vivacizzati da balconi curvilinei pieni. I tre corpi sono rilegati superiormente da un’aerea pensilina, che si libra sopra una vetrata a nastro sommitale. Il nucleo curvo dell’albergo aggancia, sul fronte marino, tre armoniosi volumi aggettanti, alternati a corpi rientranti, che ospitano le residenze INA. L’eleganza stereometrica del complesso e la sua bianca monumentalità ne fanno un memorabile segnale urbano, oltre che il cardine dell’asse di collegamento della città storica con il nuovo polo fieristico.

Il Grande Albergo delleNazioni sfodera una straordinaria levità volumetrica, orchestrata dalle linee curve della facciata esaltate dalla pensilina librata in copertura, che lo distingue dalle rigide e massicce architetture coeve, dispiegate sul nuovo fronte mare della “Capitale del Sud”. Nel progetto originale l’albergo è dotato di 122 stanze articolare su 5 piani e dotato di una spettacolare terrazza panoramica; all’interno finiture lussuose arredano i grandi saloni, le sale destinate alle conferenze e ai ricevimenti particolarmente numerosi in occasione degli eventi fieristici. Il rivestimento esterno è costituito nella fascia basamentale da lastre di travertino rilucente al sole e al riverbero sull’acqua; prosegue fino al coronamento con fasce in pietra di Trani e marmo verde. I materiali pregiati enfatizzano la nivea modernità dell’edificio, destinato ai confortevoli soggiorni dell’alta borghesia, degli imprenditori, delle autorità dello stato, degli aristocratici e degli attori del cinema internazionale. Proprio in virtù delle consuete frequentazioni di cineasti, esso sarà scelto come teatro di alcune scene del film “Polvere di Stelle” (1973) (elemento questo che lega l’albergo di Bari alla Galleria su piazza Colonna a Roma, anch’essa ripresa nello stesso film), celebre pellicola con Alberto Sordi e Monica Vitti.

Dopo numerosi passaggi di proprietà e diverse destinazioni d’uso, l’Albergo nel 2012 è completamente rimodernato all’interno; all’esterno è stato attuato un attento restauro del progetto architettonico originale, la cui qualità e valore storico gli erano valsi il vincolo del Ministero dei Beni Culturali.

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